Parlare ai bambini di come nascono i bambini è un momento “fatidico” per noi genitori… che spesso intimorisce. Molti di noi provano imbarazzo o hanno paura di dire troppo o troppo poco. A volte, non sappiamo proprio da dove incominciare, soprattutto perché apparteniamo ad una generazione – chi legge questo articolo è con tutta probabilità un Millennial o rientra nella Generazione X – che non è cresciuta con una comunicazione aperta sui temi che riguardano la se$$ualità. Ciò può renderci esitanti di fronte alle domande dei nostri figli.
Per questo è importante evidenziare che un linguaggio semplice e naturale, calibrato sull'età del bambino, è il modo migliore per affrontare questa piccola grande conversazione. Che prima o poi arriva.
Con riferimento alle linee guida dell'Organizzazione Mondiale della Sanità sull’educazione se$$uale e affettiva, possiamo affermare che non esiste un’età “giusta” per iniziare a trattare l’argomento: in realtà, questa fatidica conversazione dovrebbe accompagnare la crescita fin dalla primissima infanzia, lasciando che siano i bambini a decidere quando avviare il discorso e a definire la profondità delle domande.
I nostri figli devono potersi fidare di noi, senza percepire tabù o imbarazzi eccessivi. In sostanza, l’età “giusta” arriva nel momento in cui i bambini iniziano a porsi (e a porci) delle domande. A quel punto, è necessario rispondere, e anche reiterare il concetto in vari momenti della crescita, perché di sicuro capiterà che i bambini chiederanno di nuovo con il passare del tempo. E bisognerà spiegare il tema ogni volta con parole diverse, adeguate alla curiosità sempre più intensa e puntuale del nostro bambino.
ADATTARE LA SPIEGAZIONE ALL'ETA' E ALLA MATURITA' DEL BAMBINO
Quando i bambini sono piccoli, si può usare una metafora semplice e immediata, come un semino che cresce in un giardino che protegge e nutre la vita, trasformando un concetto biologico astratto in qualcosa di concreto e rassicurante.
La natura ci viene in aiuto per la nostra spiegazione – il semino nel giardino, appunto, o le classiche api con i fiori. Spingersi oltre, usando metafore fantasiose e lontane dalla biologia nel tentativo di superare le ormai obsolete favole del cavolo o della cicogna, potrebbe rivelarsi controproducente, perché man mano che nostro figlio cresce avrà bisogno di spiegazioni sempre più aderenti alla realtà, quindi poi sarà difficile per noi riportare concetti inverosimili all’interno del binario corretto. La percezione da parte del bambino di qualcosa che “non torna” può minare la fiducia nel genitore e portare verso una chiusura emotiva. In questa fase si può incominciare a parlare anche dei diversi tipi di famiglie esistenti.
Con i bambini della scuola primaria, si possono già introdurre alcuni temi più specifici legati alla nascita: il percorso del bambino nell’utero, la gravidanza, il parto spiegato in parole semplici. Al bambino di 6-8 anni non serviranno tutte le tappe della procreazione per comprendere e visualizzare la magia della vita. Basteranno i passaggi più significativi, raccontati con chiarezza.
I LIBRI ILLUSTRATI COME ALLEATI DEI GENITORI PER RACCONTARE LA NASCITA
Fra le strategie consigliate ai genitori dagli esperti per spiegare ai bambini come si nasce c’è quella di usare i libri illustrati come strumenti per tradurre concetti complessi in immagini e parole semplici adatte ai bambini.
Uno dei titoli spesso suggeriti è “Come nascono i bambini” di Maria Teresa Zannin, che racconta la nascita con metafore poetiche e illustrazioni colorate, particolarmente adatto ai bambini della prima infanzia. Estremamente positiva è l’immagine che viene data in questo libro dell’amore coniugale, fatto di desiderio e tenerezza, e del rapporto genitori-figli, caratterizzato da paziente attesa e gioia nell’incontro.
Per i bambini più grandi, un libro molto apprezzato è “Così sei nato tu” di Alberto Pellai, nelle due versioni indirizzate rispettivamente alle fasce di età 4-7 anni e 7-10 anni. Il testo unisce rigore scientifico e racconto in rima, offrendo al bambino la possibilità di imparare dei concetti legati alla biologia e al contempo comprendere che la se$$ualità è una dimensione della nostra vita carica di significati emozionali e relazionali.
I libri illustrati aiutano i genitori a spiegare ai figli come nascono i bambini, da un lato veicolando informazioni scientifiche, attraverso immagini esplicative e un linguaggio chiaro, dall’altro introducendo elementi emotivi: offrono quindi un messaggio affettivo, non solo biologico, che consolida nei bambini la fiducia nell’adulto di riferimento, l’apertura e il dialogo.
RISPONDERE ALLE DOMANDE DEL BAMBINO VALORIZZANDO LE EMOZIONI COINVOLTE
Quando i bambini fanno domande sul tema della nascita, la regola di base è rispondere solo a ciò che chiedono, senza anticipare informazioni o aggiungere dettagli non richiesti. È utile anche verificare se hanno capito la risposta, magari chiedendo se desiderano sapere altro. Questo permette di rispettare il ritmo di ogni bambino e mantenere la conversazione serena e spontanea.
Oggi si invitano i genitori superare i vecchi tabù, a trasmettere ai figli l’idea che gli argomenti riguardanti la se$$ualità non siano proibiti e che possano essere affrontati con fiducia e tranquillità.
E’ fondamentale inoltre valorizzare le emozioni coinvolte: la gioia dell’attesa, la sorpresa, la cura che accompagna l’arrivo di una nuova vita. L’obiettivo è trasformare il racconto della nascita in una storia affettiva in cui ogni bambino possa riconoscersi.
I bambini non chiedono mai troppo. Compito degli adulti è rispondere con parole semplici e vere alle loro domande, con un approccio graduale e basato sul dialogo. Una comunicazione serena e adeguata all’età favorisce nei bambini una curiosità sana, una buona consapevolezza di sé e del proprio corpo.
Spiegare ai bambini la nascita è un’opportunità straordinaria per parlare di amore in modo sano e rispettoso. Un’occasione preziosa di crescita, per i nostri figli e per noi, che non va sprecata.

