Quando si parla di riforma della scuola, è normale che genitori e studenti si sentano un po’ disorientati. I cambiamenti annunciati dal Ministero dell’Istruzione e del Merito (MIM) con le nuove Indicazioni Nazionali per i Licei, pubblicate il 22 aprile 2026, riguardano infatti non solo i programmi scolastici, ma il modo stesso di intendere lo studio e la crescita dei ragazzi durante gli anni delle superiori.
La riforma è ancora in fase di consultazione, ma alcune novità sono già chiare e stanno facendo discutere. Noi di facilebimbi.it – sito per le famiglie con bambini e ragazzi a Milano e dintorni – abbiamo provato a capire che cosa cambia, con uno sguardo attento alle esigenze degli studenti e alle domande dei genitori.
UN LICEO PIU’ ATTENTO AL SENSO DELLO STUDIO
Uno dei punti centrali delle nuove Indicazioni Nazionali riguarda il tentativo di rispondere a una difficoltà ormai evidente: molti ragazzi faticano a trovare un senso in ciò che studiano. Per questo, il Ministero propone di spostare l’attenzione dalla mera assimilazione di contenuti al valore formativo delle discipline.
Ogni materia viene accompagnata da una riflessione sul “perché” studiarla, con l’obiettivo di aiutare i docenti a rendere più comprensibile e motivante il lavoro in classe. L’idea di fondo è che il Liceo debba tornare a essere un luogo in cui si impara a pensare, a collegare conoscenze, a leggere la realtà con spirito critico.
CON LA RIFORMA CAMBIANO I PROGRAMMI
Tra le novità più rilevanti della riforma dei Licei ci sono i cambiamenti nei programmi scolastici.
Innanzitutto, c’è il superamento della Geostoria nel biennio. Storia e Geografia tornano a essere due materie separate: la Storia rafforza il legame con la contemporaneità, mentre la Geografia facilita la comprensione del mondo globale, delle questioni ambientali e delle dinamiche economiche.
Anche Matematica e Scienze vengono rilette in modo diverso, con meno enfasi sulle procedure meccaniche e più attenzione al ragionamento, alla risoluzione dei problemi e alla comprensione dei modelli che stanno dietro alle nuove tecnologie. Non a caso, lo studio della matematica si collega alla necessità di sviluppare una coscienza critica sull’Intelligenza Artificiale, sempre più presente nella vita dei ragazzi.
Le discipline umanistiche, come Italiano e Filosofia, assumono un ruolo centrale nella formazione della persona. Si insiste molto sulla lettura, sulla capacità di scrivere e di argomentare, competenze fondamentali anche nella vita quotidiana e nella partecipazione attiva degli adolescenti alla società.
Con la riforma, i Licei dedicano inoltre ampio spazio all'educazione emotiva e relazionale e al contrasto di ogni forma di violenza e discriminazione. Il rispetto diventa il presupposto etico che fonda l'agire civile dei ragazzi.
UNA SCUOLA DEL MERITO IMPEGNATA A VALORIZZARE I TALENTI INDIVIDUALI
Le nuove Indicazioni Nazionali per i Licei pongono lo studente al centro del progetto educativo, delineando una scuola impegnata nella promozione del merito, per consentire a ciascuno lo sviluppo dei propri talenti e la costruzione di un percorso di identità autentico.
In questa prospettiva, la libertà educativa non è intesa come assenza di vincoli, ma come una "libertà situata", che si sviluppa all’interno di relazioni, regole e contesti culturali condivisi, e come "libero arbitrio", ovvero capacità di compiere scelte consapevoli. L’adolescente è chiamato così a confrontarsi con limiti e aspettative sociali che diventano occasioni di crescita, riflessione critica e assunzione di responsabilità.
Nella scuola secondaria la libertà non si esprime con forme di protesta fine a sé stesse, ma attraverso la capacità di argomentare il dissenso e di contribuire in modo costruttivo alla trasformazione democratica della comunità scolastica.
Fondamentale in questa dinamica è il ruolo dei docenti e degli operatori della scuola, chiamati a definire regole come confini educativi, a coinvolgere gli studenti nei processi decisionali e a promuoverne la partecipazione attiva. Errore e fallimento sono componenti essenziali dell’apprendimento, utili a rafforzare la fiducia in sé e la sicurezza nel rapporto con il mondo.
A fare da cornice valoriale è l’etica del rispetto, intesa come riconoscimento della dignità della persona e delle differenze individuali, culturali e sociali. Oggi più che mai, il Liceo è chiamato ad accompagnare gli studenti nella scoperta della propria vocazione e nella costruzione di un progetto di vita consapevole e flessibile, capace di dialogare con le trasformazioni sociali, culturali e professionali della contemporaneità.
IL CASO MANZONI: I PROMESSI SPOSI VENGONO SPOSTATI AL QUARTO ANNO
Uno degli aspetti della riforma che ha attirato maggiormente l’attenzione dei genitori, dei ragazzi, e anche delle scuole, è stato il cambiamento toccato in sorte ad Alessandro Manzoni e a I Promessi sposi.
È importante chiarirlo subito: Manzoni non viene eliminato dai programmi. Con le nuove Indicazioni Nazionali si modifica però il momento in cui il romanzo italiano per eccellenza viene affrontato durante il percorso scolastico.
Secondo la riforma, la lettura integrale de I Promessi sposi non è più considerata obbligatoria nel biennio. L’opera viene invece collocata soprattutto al quarto anno, quando lo studio dell’Ottocento permette un inquadramento storico e culturale più adeguato e i ragazzi hanno una maggiore maturità linguistica.
Nel primo biennio, i docenti possono proporre testi alternativi, con l’obiettivo di aiutare gli studenti a sviluppare confidenza con la lettura de I Promessi sposi in un momento successivo, quando per loro sarà più agevole entrare con spirito partecipativo nella storia. La scelta nasce dall’osservazione che una lettura troppo precoce e frammentata di Manzoni rischia di allontanare gli studenti, anziché avvicinarli ai classici.
UNA RIFORMA CHE DIVIDE L’OPINIONE PUBBLICA, MA APRE AL DIALOGO
Come spesso accade quando si parla di scuola, le reazioni alla riforma dei Licei non sono state univoche. Molti insegnanti e dirigenti scolastici hanno accolto positivamente l’idea di una scuola meno nozionistica e più attenta ai processi di apprendimento. Altri, soprattutto sul fronte sindacale e accademico, temono che alcune scelte possano essere difficili da attuare senza un adeguato sostegno alle scuole e una formazione specifica per i docenti.
Il caso Manzoni, in particolare, ha acceso un dibattito tra chi vede nella scelta un atto di realismo didattico e chi teme un indebolimento della tradizione culturale. Il Ministero ha però ribadito che il testo delle nuove Indicazioni Nazionali è aperto al confronto e che le osservazioni provenienti dal mondo della scuola saranno valutate prima della versione definitiva.
COSA SIGNIFICA DAVVERO LA RIFORMA DEI LICEI PER LE FAMIGLIE E PER LA SOCIETA'
La riforma dei Licei rappresenta soprattutto un invito per i genitori a dialogare con i ragazzi sul loro percorso scolastico, per capire quali obiettivi educativi ci sono dietro e per riuscire a sostenere i figli nello studio. Un momento di confronto fondamentale per le famiglie, soprattutto negli anni del Liceo, quando le domande sul futuro si fanno più pressanti.
Le nuove Indicazioni Nazionali sui Licei pongono una questione centrale: è necessario aiutare i ragazzi a crescere non solo come studenti, ma come persone. Una sfida che scuola e famiglie sono chiamate ad affrontare insieme.
La riforma dei Licei riuscirà a guidare e supportare la società in questa direzione?

